Little Data

Un workshop per imparare a mettere ordine nei contenuti web usando il disordine interiore delle tue passioni

Little Data. Un workshop di Luca Melchionna per imparare a mettere ordine nei contenuti web usando il disordine interiore delle tue passioni

Che sia necessario attrezzarsi per un mondo dominato dai “Big Data” – l’ondata di dati personali e collettivi che ci sta per sommergere – lo sanno anche i sassi. Qualunque siano le trasformazioni innescate da questi processi, una cosa è sicura: saper gestire i dati reperibili sul web è una competenza destinata a diventare ancora più rilevante. Particolarmente importanti, per chi ha a che fare per lavoro o passione con le informazioni, sono le capacità di raccogliere, valutare, archiviare e sincronizzare su diversi sistemi dei nuclei ristretti di informazioni – io li chiamo Little Data – che sono rilevanti per la produttività individuale e in gruppo.

La selezione di questi contenuti avviene normalmente in contesti dominati dalla fretta e dalla disattenzione. Gli apocalittici ne concludono che l’overdose di informazioni sta estinguendo la nostra capacità di ragionare e approfondire. Gli apocalittici ci campano bene con queste lamentele, pare. Ma il resto di noi non ha questo privilegio, e sa benissimo che si può continuare a ragionare per progetti – solo che oggi dobbiamo farlo imparando prima a gestire una quantità sterminata di dati frammentari, microscopici, e meravigliosamente utili.

Little Data. Un workshop di Luca Melchionna al Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto il 10 ottobre 2015

Little Data. Un workshop di Luca Melchionna al Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto il 10 ottobre 2015

La prima edizione di “Little Data” sì è tenuta al Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, il 10 ottobre 2015. Hanno partecipato 21 persone. Una buona metà delle tre ore a disposizione è stata usata per portare alla luce le tematiche che i partecipanti sentivano come più urgenti: gestione delle mail e del lavoro di gruppo, gestione di appunti e liste di cose da fare, uso non decerebrato dei social media, gestione del tempo. Abbiamo ad esempio sfrucugliato su Google Now, Evernote, Google Keep, Le Vecchie Agende Di Carta, i Post-it, i paesaggi mentali dei videogiochi, l’algoritmo di visualizzazione dei post di Facebook, la cloud di iOs, Google Drive, Dropbox, Medium, Flipboard, Tweetdeck, Basecamp, Inbox di Gmail.

Le reazioni sono state molto positive, e in diversi casi ho imparato cose nuove e impreviste.

Vincenzo Agnetti "Dimenticato a memoria", 1972, feltro dipinto

Vincenzo Agnetti “Dimenticato a memoria”, 1972, feltro dipinto

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